Il cimitero monumentale di San Prospero di Sassuolo

Il cimitero monumentale di San Prospero di Sassuolo

Vincenzo Vandelli 38,00 

Incipit “All’interno di Sassuolo esiste un altro paese, con i suoi viali alberati, i suoi portici, la sua chiesa. E dalle piccole finestre ovali delle case gli abitanti di quel paese ci osservano, ci guardano dritti negli occhi. O forse vogliono solo essere guardati e ricordati…” “Ritengo sia un dovere per le Istituzioni pubbliche, nelle...

Categoria: Storia locale Collane: Sassuolo e dintorni

Incipit

"All'interno di Sassuolo esiste un altro paese, con i suoi viali alberati, i suoi portici, la sua chiesa. E dalle piccole finestre ovali delle case gli abitanti di quel paese ci osservano, ci guardano dritti negli occhi. O forse vogliono solo essere guardati e ricordati…" "Ritengo sia un dovere per le Istituzioni pubbliche, nelle loro diverse articolazioni territoriali, riflettere e promuovere interventi, di carattere culturale e di promulgazione sociale, volti alla conoscenza di un passato quale, come in questo caso specifico, quello delle vicende legate ad un luogo che ha caratterizzato in modo indelebile il divenire storico di una citta'. I questa fattispecie rientra dunque lo splendido Cimitero Monumentale di San Prospero che ha costituito, in questi ultimi secoli, uno dei principali luoghi-simbolo deputati alla costruzione di precisi segni identitari della storia culturale civile e religiosa della Comunita'. Non e' certo un caso che le iniziative dedicate al luogo di "Memoria" per eccellenza della citta', ovvero del Cimitero Vecchio o Cimitero di San Prospero (visite guidate, mostra fotografica di Diego Cuoghi e uno spettacolo con le letture dalla celebre antologia Spoon River di E.L. Masters, oltre al corto cinematografico "Miserere" di un giovane regista sassolese, Marcello Bandierini) abbiano registrato una cosi' alta partecipazione e gradimento di pubblico. Con tanti sassolesi – ma non solo – desiderosi di riscoprire le diramazioni storiche e culturali leggibili, come testimonianze delle proprie radici...." (Dalla Prefazione del Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi)

Recensione

L'ideale scaffale di libri dedicato alla storia e all'arte di Sassuolo si è arricchito di un nuovo volume, edito da Incontri Editrice: "Il Cimitero monumentale di San Prospero di Sassuolo", curato da Vincenzo Vandelli, con atlante fotografico di Diego Cuoghi. Il volume raduna contributi di studio fondamentali per la conoscenza del passato sassolese. Gli usi e i luoghi delle sepolture sono ripercorsi da Vincenzo Vandelli, mentre le vicende costruttive del cimitero stesso, sulla base del disegno dell'architetto ducale Giovanni Lotti, vengono indagate da Ilaria Fangareggi. La bella chiesa seicentesca di San Prospero è illustrata nei suoi valori artistici da Lorenzo Lorenzini, che si sofferma sulle ricche decorazioni plastiche. Ma ciò che forse più coinvolge, sia nelle pagine del libro che in questa virtuale visita al complesso monumentale, è proprio l' aspetto delle sepolture, che davvero costituisce una "città specchiata" come la definisce nel suo saggio Francesco Genitoni, nel senso che rispecchia la città dei vivi, con le scritte sulle lapidi, i suoi simboli ed emblemi, le statue, i rilievi. Questa città "popolata da uomini 'come vivi' e che restano tali raccontando a noi, loro concittadini, se stessi e la loro famiglia", con la loro memoria di legami parentali, di affetti, di attività professionali e commerciali, di aspirazione, di progetti rimasti irrealizzati. Ma il cimitero è anche un vero "museo all' aperto": "Seguire l'evolversi stilistico delle sculture presenti nel cimitero - scrive Silingardi - permette di gettare uno sguardo su una campionatura limitata ma eloquente che include le correnti artistiche e gli orientamenti di gusto che guidarono le scelte degli scultori e della committenza sassolese". Dallo stile ancora neoclassico del profilo sulla lapide della contessa Isabella Ferrari Moreni, consorte del conte Luigi Giacobazzi, del 1842, al romanticismo del bel busto di Luciano Barozzi, del 1874, scolpito dal sassolese Ciro Zironi, allievo di Duprè, fino al simbolismo liberty della lapide della famiglia Sighicelli, opera del 1910 del modenese Armando Manfredini, e al novecentismo del ritratto dello studente Piero Fontana, bronzo di Marino Quartieri del 1961. Emblematica di Sassuolo e poi la spettacolare tomba in ceramica della famiglia Rubbiani realizzata in ceramica da Carlo Casaltoli nel 1891, che nel volume è illustrata da Vincenzo Vandelli fra le lapidi in ceramica. Seguono quindi le schede delle tombe, ricchissime di dati storico-documentari, ad opera di Andrea Barbieri, Ilaria Fangareggi, Francesco Genitoni, Anna Maria Ninzoli, Luca Silingardi, Vincenzo Vandelli. Luca Silingardi
Anno : 2008
ISBN : 978889080696
Pagine : 167
Vincenzo Vandelli

Laureato nel 1988 presso la Facoltà di Archiettua di Firenze. Dallo stesso anno è iscritto all’Ordine degli Archietti della Provincia di Modena. Dal 1990 è socio fondadtore dello Studio Progettistici Associati. Già membro esperto nelle Commissioni Edilizie dei Comuni di Sassuolo e di San Cesario sul Panaro è attualmente componente della Commissione Diocesano d’Arte Sacra per la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Per il Comune di Sassuolo ha redatto il progetto “Illuminiamo i campanili” solo in parte realizzato. Ha curato numerosi interventi di recupero tra cui si segnalano parti del Palazzo Ducale di Sassuolo, la Rocca di Formigine, la…

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